CORALLO PER AMULETO: LA  DEFINITIVA  SCONFITTA DI MEDUSA

CORALLO PER AMULETO: LA DEFINITIVA SCONFITTA DI MEDUSA

Firenze- Il Corallo, utilizzato fin dall’antichità per impreziosire monili e diventare elemento decorativo di utensili, rappresenta UNIVERSALMENTE il simbolo a protezione dagli spiriti maligni.

La “gemma” resta cara alla vera tradizione dell’arte orafa fiorentina che ne conosce il profondo significato e pertanto, prosegue la sua lavorazione senza sosta, al di là di ogni moda.

L’arte orafa fiorentina, infatti, attinge al mito che fu caro all’arte del Rinascimento, interpretato da Perseo che libera Andromeda, dopo aver decapitato Medusa, simbolo in senso lato, del male che sta dietro al regno delle apparenze che cambiano volto, per trarre i terrestri in inganno.
Perché il CORALLO?

La sua morfologia metamorfica e la sua relativa rarità lo hanno reso PREZIOSO e RICERCATO, qualità fondamentali per un amuleto.

Da dove nasce la sua simbologia?

In epoca classica lo si fa nascere dal contatto di alcune alghe con la testa recisa di Medusa, trasponendo la proprietà del suo sguardo nel Corallo stesso che, purificato dal battesimo delle acque marine rinasce prezioso, a protezione della persona dal mondo esterno.

Interessante notare come sia presente nella tradizione degli orafi fiorentini associare al corallo, l’incorruttibile oro nella creazione dei gioielli.

Ricordiamo come Ovidio descrisse l’episodio che segue la liberazione di Andromeda:

L’eroe intanto attinge acqua e si lava le mani vittoriose;
poi, perché la rena ruvida non danneggi il capo irto di serpi
della figlia di Forco, l’ammorbidisce con le foglie, la copre
di ramoscelli acquatici e vi depone la faccia di Medusa.
I ramoscelli freschi ancora vivi ne assorbono nel midollo
la forza e a contatto con il mostro s’induriscono,
assumendo nei bracci e nelle foglie una rigidità mai vista.
Le ninfe del mare riprovano con molti altri ramoscelli
e si divertono a vedere il prodigio che si ripete;
così li fanno moltiplicare gettandone i semi nel mare.
Ancor oggi i coralli conservano immutata la proprietà
d’indurirsi a contatto dell’aria, per cui ciò che nell’acqua
era vimine, spuntandone fuori si pietrifica.
Ovidio, “Metamorfosi”, IV, 740-752

 

corallo-diana-xviisecIl significato del CORALLO è arricchito dal simbolismo dell’ALBERO, di cui ne ricalca l’aspetto e dell’ACQUA:
il tronco come ASSE DEL MONDO ad unire i TRE LIVELLI DEL COSMO
(MINERALE, VEGETALE E ANIMALE)
e di EVOLUZIONE e RIGENERAZIONE CONTINUA attraverso i suoi RAMI, che il Corallo rafforza attraverso le sue caratteristiche di trasformazione.

 

 

 

Wunderkammer – Diana – XVII secolo

ACQUA, come origine della VITA (origine delle creature e del mondo) e fonte di PUREZZA, nascente dalle profondità del mare.

corallo-dafne-xvisec
ROSSO
, colore del sangue che irrora il corpo, che ricorda i vasi sanguigni e le viscere e dona la vita con la sua potenza vivificatrice.
Wentzel Jamnitzer – Dafne – 1550 circa

A sx. notiamo un tipico esempio di ARTE MANIERISTA, in cui convivono l’artificio, la preziosità dei materiali eterogenei, la riscoperta del mito e del simbolo.

Nell’Antica Roma aveva poi, assunto PROPRIETA’CURATIVE e APOTROPAICHE, grazie alla sua proprietà di indurirsi a contatto con l’ARIA

 

La storia dell’arte è ricca di esempi, da cui si deduce il significato della simbologia, degli usi e costumi di un certo periodo storico, legati alle pietre, come in questo caso al CORALLO:

piero della france-madonna-sinigallia La protezione dei neonati – Piero della Francesca – Madonna di Senigallia – 1474 circa 

Era, infatti, consuetudine far indossare ai neonati dei pendenti formati da rametti di Corallo e somministrare come medicinale la polvere da essi ricavata per la prevenzione e la cura delle crisi epilettiche, degli incubi e dei dolori della dentizione.

 

 

 

Il significato del Corallo come amuleto specifico dell’infanzia venne conservato anche durante il Medioevo e il Rinascimento.

Lo troviamo perfino indossato dal Bambino Gesù in quadri di devozione privata, probabilmente legati alla nascita di un bimbo, come potrebbe essere stata la “Madonna di Senigallia” di Piero della Francesca.

La sua somiglianza con la forma e il colore dei vasi sanguigni, unita alla sua capacità di solidificarsi, lo fece diventare in queste epoche anche una cura per le emorragie e le anomalie del ciclo mestruale e un coagulante per ferite, ulcere e cicatrici attraverso l’azione della “magia” simpatica.

Le sue caratteristiche morfologiche lo resero inoltre una protezione contro il fulmine e il pericolo di morte improvvisa, specialmente degli infanti.

Giovanna Tornabuoni- ritratto di Domenico del Ghirlandaio

Giovanna Tornabuoni- ritratto di Domenico del Ghirlandaio

 

Il Rosario e la maternità – Domenico Ghirlandaio – Ritratto di Giovanna Tornabuoni – 1488
Nel Medioevo la presenza di rametti cruciformi unì il significato del Corallo, con le sue capacità apotropaiche, al significato della Croce rendendolo un amuleto contro il Demonio.

Nello stesso periodo l’introduzione dell’uso del Rosario nelle pratiche di devozione rese comune l’utilizzo del Corallo per la costruzione dei grani rossi che richiamavano le Rose mistiche del giardino mariano.

In alcuni ritratti o quadri devozionali, la decorazione di elementi architettonici tramite rosari di Corallo, Perle e Cristallo rimandava alla storia dell’effigiato.

Esempi di questo uso del significato del corallo si possono ritrovare anche in altri dipinti della ritrattistica toscana del Quattrocento.

 

ritratto dell’Infanta Isabel Clara Eugenia, eseguito dalla scuola di Sanchez de Coello- 1585ca.

ritratto dell’Infanta Isabel Clara Eugenia, eseguito dalla scuola di Sanchez de Coello- 1585ca.

Il Rosario e il buon auspicio – Scuola di Sanchez de Coello – L’Infanta Isabel Clara Eugenia – 1585 ca.

Nel Rinascimento e soprattutto dopo la Controriforma e l’istituzione della festa del Rosario, tale oggetto venne indossato come Collana o appeso alla Cintura, recependo anche la funzione di amuleto e di protettore dalle forze demoniache insita nel materiale.

Il Rosario in Corallo oppure monili in questo stesso materiale venivano fatti indossare alle balie o alle domestiche dei fanciulli nobili, come protezione e auspicio di buona salute, come si può vedere nel ritratto qui accanto.

 

 

 

 

corallo-madonna-j-bellini L’Umanità di Gesù – Jacopo Bellini – Madonna col Bambino – metà del XV secolo
Nelle rappresentazioni rinascimentali della Madonna col Bambino questo a volte viene rappresentato con una Collana di grani di Corallo o d’oro con un rametto pendente, facendo assumere all’opera una probabile funzione votiva e protettiva per un nuovo nato, oltre che probabilmente contrassegnare simbolicamente la natura umana di Gesù, rappresentata anche attraverso la sua nudità.

 

 

Esempi di queste raffigurazioni si possono trovare nelle opere del primo Rinascimento, come quelle di Piero della Francesca, dei pittori della cerchia dello Squarcione e dei Bellini, in particolare alcune Madonne col Bambino di Jacopo Bellini.

In alcune pale di altare aventi funzione votiva per l’intera comunità sono presenti oggetti in Corallo, utilizzati nella decorazione di troni o baldacchini che accolgono Maria e Gesù Bambino, sotto forma di fili di perle o di rametti di notevoli dimensioni.

 

mantegna-pala-vittoria Protezione e Meraviglia – Andrea Mantegna – Pala della Vittoria – 1496

Nella suddetta pala, un grande ramo di Corallo è sospeso tramite fili di Perle, Cristalli e Coralli sopra il trono che accoglie la Vergine con il Bambino.
Al significato del Corallo come protezione dalle forze malvagie si unisce in questo caso la raffigurazione della consuetudine di ornare le chiese con oggetti rari, simboli della meraviglia e della bellezza del Creato.

 

 

 

 

 

corallo-elmo-celticoVita e Rigenerazione – Elmo di Agris – arte celtica
Anche nei testi irlandesi medioevali, la rarità e la bellezza del Corallo vengono usate come termine di paragone della bellezza femminile, specialmente delle labbra, rappresentata attraverso la particolare tonalità di Rosso del materiale, simbolo di vita e rigenerazione.

Questo particolare significato del Corallo venne traslato dalle usanze dei Celti, che lo utilizzavano anche nella decorazione dei corredi funerari dei guerrieri, come per esempio nell’elmo di Agris, in ferro e bronzo dorato con un’esuberante decorazione in corallo.

wunderkammer corallo-xvisecWunderkammer – Altarolo in Corallo, Perle, Madreperla, Lapislazzulo, Specchio – 1550 ca.
Attraverso la cultura medievale e umanistica, nel Cinquecento il significato del Corallo amplifica le sue valenze alchemiche, come testimoniano i numerosi pezzi di virtuosismo scultoreo presenti nelle “wunderkammer” dei regnanti europei.

 

In questi casi alla tradizionale valenza apotropaica si sostituiscono l’amore per la meraviglia, per la capacità metamorfica dei materiali e per la perizia stupefacente degli artefici, paragonata a quella dell’alchimista e del demiurgo.

Nel medesimo periodo ritorna in auge la leggenda della nascita del Corallo legata al mito di Perseo e Medusa quale esempio di metamorfosi e dei poteri arcani degli elementi naturali.

corallo-saliera-xviisecWunderkammer – Saliera con elementi in corallo- XVII secolo

La produzione manierista di opere particolarmente elaborate avrà come conseguenza lo sviluppo in epoca barocca, specialmente nell’Italia Meridionale,di un raffinato artigianato di oggetti sia devozionali che di ispirazione mitologica, rivolto alle corti italiane e spagnole.

 

 

 

Alcune località della Sicilia e del Regno di Napoli divennero celebri per questa produzione, aiutate anche dalla vicinanza dei siti in cui reperire la materia prima, tanto da conservare a tutt’oggi la fama acquisita.

Nel Seicento all’usuale significato del Corallo si aggiunge quello di ornamento per l’allegoria dell’Africa, come testimoniano i seguenti passi tratti dall’ “Iconologia” di Cesare Ripa:
africa-iconologia-ripa
L’Allegoria – L’Africa – Iconologia di Cesare Ripa – Edizione del 1618
Una donna mora, quasi nuda, haverà li capelli crespi, & sparsi, tenendo in capo come per cimiero una testa di elefante, al collo un filo di coralli, & di essi all’orecchie due pendenti, con la destra mano tenga un scorpione, & con la sinistra un cornucopia pien di spighe di grano; da un lato appresso di lei vi sarà un ferocissimo leone, & dall’altro vi saranno alcune vipere, e serpenti velenosi…Li capelli neri, crespi, coralli al collo & orecchie sono ornamenti loro proprij moreschi…

NOZIONI SCIENTIFICHE

Con il nome di CORALLO si indica comunemente l’esoscheletro calcareo delle colonie di alcuni celenterati antozoi ottocoralli, ordine dei gorgonari.

Essi vivono in acque relativamente calde e non inquinate, a media profondità.