AD OGNUNO LA PROPRIA SCALA. PAROLA DI GENERAL CASTER DRUMS!

AD OGNUNO LA PROPRIA SCALA. PAROLA DI GENERAL CASTER DRUMS!

Cortona (AR)- MUSICA come vibrazione dell’anima. SUONO ricercato dalle mani di un giovane artigiano che accorda di continuo il proprio “orecchio” al riflesso metallico di uno strumento in divenire.
BENVENUTI NEL FANTASTICO LABORATORIO di GENERAL CASTER e dei suoi STEEL TANK DRUMS!
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Già Wassily Kandinsky parlava di musica come curiosa composizione tra forma e colore, laddove il colore:
..il colore ha una forza poco studiata ma immensa, che può influenzare il corpo umano, come organismo fisico. Se la teoria associativa in questo caso non basta, non è soddisfacente nemmeno per quanto riguarda l’effetto del colore sulla mente. In generale il colore è un mezzo per influenzare direttamente l’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima.“(dal testo Lo Spirituale nell’arte, 1909)
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Non conosco la musica, ma mentre costruisco gli strumenti, cerco il suono…il suono perfetto per me!“- dice Federico Castellani, as General Caster.

Poche parole d’artista, inconsapevoli forse, del loro più profondo significato, di una ricerca che va oltre la forma pre-costituita degli strumenti più tradizionali, per riuscire a cogliere al meglio, quanto di più immateriale vi sia in natura.
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Che cosa succede, infatti, se qualcuno decide di sondare l’universo musicale da autodidatta, costruendo strumenti con materiali metallici di riciclo, seguendo soltanto il bisogno di esprimere in suoni, un senso di ritmo innato, da cui escono note di diverse altezze ed intensità?
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Non significa proprio accordare il proprio corpo alle diverse lunghezze d’onda che fuoriescono di volta in volta dallo HANK DRUM che si sta costruendo?

Non vuol dire forse, andare a ritroso nella mente, per riscuotere il senso più antico che accomuna ogni essere umano ed allo stesso tempo ci differenzia l’uno dall’altro, ognuno con la propria storia? Che cos’é?
PURA MUSICA TATTILE, il primo suono percepito, un ritmo in realtà: il battito del cuore quando eravamo ancora nella pancia materna.
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E’ in questa cornice che l’opera di Federico con i suoi sintetici e pacati modi, a mio avviso, dovrebbe essere letta.

La sperimentazione che ne emerge si tinge di toni e colori, dettati dalla fantasia, oltreché di grafiche che strizzano l’occhio ai musicisti che scegliendo l’HANK DRUM che più si confa loro, daranno vita a loro volta ad armonie musicali che fuoriescono da loro stessi.
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Steel Tongue Drum…un pò di storia
Il primo modello nacque nel 2007 dall’idea di Dennis Halvena in Svizzera, sezionando un serbatoio da 20lb di gas propano.
Lo strumento venne chiamato HANK DRUM, dall’unione delle due parole “tank” (serbatoio) e “drum”(percussione).
Si tratta di uno strumento musicale idiofono (il cui corpo vibrante è costituito dal corpo stesso dello strumento), composto dall’unione di due semi-calotte sferiche rovesciate e sulla cui superficie sono intagliate delle lingue metalliche, ognuna accordata su una nota ben precisa, in grado di produrre rispettivamente SCALE DIVERSE.
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L’HANK fa parte della famiglia degli HANG DRUM, strumento idiofono a percussione diretta (nato nel 2000), ma differisce da quest’ultimo perché può essere suonato sia con le mani, che con delle apposite bacchette che rendono il suono più alto e pulito.
Musicalmente produce suoni armoniosi e ritmici, adatti a musicisti o a dilettanti che si vogliano approcciare all’universo musicale senza avere una cultura accademica. E’ per questo motivo che è ritenuto molto adatto anche ai bambini e per il suo utilizzo nei centri yoga (yoga del suono e meditazione).

Lasciando Federico all’opera, all’interno del suo laboratorio di suoni, è curioso notare l’adozione del singolare nickname, GENERAL CASTER…
Un nome, che si ispira al famigerato Generale Custer della Guerra di Secessione Americana, a capo del 7th Cavalry Regiment dal 1866 e che affrontò i Sioux, indiani pellerossa nella famosa battaglia del Little Big Horn, dove perse la vita nel 1876.

Cronache di Tex e fumetti a parte, viene proprio fatto di dire che ci voleva l’avvento di GENERAL CASTER, per mettere pace a questo tragico momento della storia passata, unendo ritmi tribali di culture antiche ai gusti, più pretenziosi e sofisticati della cultura occidentale.

GENERAL CASTER, un ragazzo di nome Federico Castellani che con la costruzione dei suoi HANK DRUM, RIESCE A CONIUGARE RITMO E SUONO all’interno di un’indagine che se si vuole porta sino alla scaturigine del primo battito.

Qui sotto alcuni dei modelli, realizzati da Federico, GENERAL CUSTER

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Per INFO scrivete a <generalcaster23@gmail.com>