TORSTEN SCHNEYER E LA STAHLAKADEMIE: LA ROSA, LA SPADA E I RANOCCHI!

Firenze-BENVENUTI NEL FANTASTICO MONDO DI TORSTEN SCHNEYER!… Un viaggio che da Offenbach am Main (Frankfurt am Main) porta diretti a Leipzig (DE)…andata e ritorno (hin und zurueck!)…SULLE TRACCE DI UN PERSONAGGIO UNICO NEL SUO GENERE…

A.A.A. CERCASI MUSICISTI/ARTISTI DELLA SCENA UNDERGROUND TEDESCA CHE VOGLIANO ESIBIRSI IN ITALIA.

Nacque tutto per caso …da un annuncio da me postato sul sito di un importante Festival di Musica Gotica, che si svolge ogni anno a Pfingsten (Pentecoste) a Lipsia…

Era il lontano 1999/2000, quando mi accingevo ad organizzare concerti e piccole mostre d’arte della scena underground a Firenze, sperimentando i diversi linguaggi dell’arte da autodidatta, con una predilezione per la musica, il teatro, la fotografia ed il cinema, in parallelo agli studi universitari di filosofia della scienza ed estetica, svolti in parte proprio all’Università di Lepizig.

La scena post-punk, dark-wave, industrial ed elettronica era il mio mondo, l’unica difficoltà?
All’epoca non si trovavano concerti di tali generi musicali in Italia ed era molto difficile scaricare la musica dal web: non restava che viaggiare!
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…Passate poche ore dall’invio di quel mio messaggio, mi arrivò immediata una risposta.
Il suo nome? Torsten Schneyer di Offenbach am Main, una piccola città vicino Frankfuhrt!
Si trattava di un giovane grafico, pittore e web-designer, appassionato di letteratura medievale, che era in procinto di lanciare il suo progetto musicale, Adversus, di cui era compositore, designer e voce.
Che sorpresa!
Dopo un po’ di tempo lo andai a trovare e mi appassionai alla sua ricerca di voler cogliere con i mezzi propri dell’autodidatta, quegli aspetti del mondo che solo la ricerca artistica che sconfina nella poesia, riesce a far emergere.

Il suo avatar si chiama Rosendorn, un anti-eroe romantico, “lacerato” da questioni esistenziali irrisolte, diviso com’era tra luce e ombra, tra una profonda attrazione per la luce, un’ascetica tendenza per le altezze ideali e quel senso di ineffabile sconfitta, di perdita e di negazione di sé, che lo rendevano “prigionero”, contrapposto ad un “nemico immaginario” che “con la sua mano astuta gli sottraeva tutto di nascosto”.
Rosendorn ad un certo punto dichiara “la propria morte”, un classico recitar, se volete, il “Requiem di se stessi”, nient’altro che
un sano esercizio di liberazione mentale dalla paura che, infatti, agita e porta all’azione, allo scuotimento dell’anima che reagisce con i fatti e s’innalza, purificandosi, dichiarando “la sua morte metaforica per risorgere” in un universo uguale e nuovo allo stesso tempo, in cui l’unico elemento in realtà ad essere cambiato è Rosendorn stesso. Ma come è cambiato Rosendorn?
Da Adversus, seguendo  Seelenwinter e Borderlineprinzessin, Rosendorn è…

…E’ diventato finalmente Torsten Schneyer, il suo stesso autore che combattendo nella vita, ha sviluppato l’essenza del guerriero.

Non c’é da stupirsi, allora, se oggi Torsten è diventato TRAINER DI SCHERMA MEDIEVALE ed ha aperto una sua scuola, la STAHLAKADEMIE  seguendo una passione che lo ha animato fin da giovane, leggendo e praticando gli schemi fondamentali dell’arte della spada secondo la tradizione occidentale che affonda le sue radici nella c.d. Età del Ferro della Spada.

Una scuola, in cui si parte dai fondamentali:
– tecniche di auto-difesa corpo/corpo
– esercizi per prendere consapevolezza dello strumento “spada”
– tecniche di duello a due (serie elementare/ intermedio/ avanzato)
– duello libero.

Approfondimenti storico- divulgativi sull’evoluzione di questa disciplina che, PRESENTE in OCCIDENTE sin dal tempo dei ROSACROCE, ha visto il moltiplicarsi delle scuole e degli stili, in Germania, come e soprattutto in Italia.

“La favola” di Rosendorn insegna pertanto, che prima “di attaccare” nella vita, occorre prima di tutto fare una sincera auto-critica ed imparare a conoscere bene sé stessi, in profondità nel corpo e nello spirito.
Il corpo è il mezzo attraverso cui trovare la via dell’auto-miglioramento e la disciplina della Schwertkampf, o scherma antica,
ed anche come tutte le arti marziali di origine orientale insegnano, é una delle strade per sondare la propria forza, imparando a conoscere i propri limiti.
IL DIRITTO ALL’AUTO-DIFESA
L’esercizio nella lotta a due, o nel duello permette di sviluppare la consapevolezza del proprio spazio vitale, quel limite immaginario che l’avversario non deve oltrepassare, per non arrecare offesa.
Il rendersi conto di questa dimensione permette ad ogni individuo di maturare IL RISPETTO PER SE’ STESSO E PER GLI ALTRI.
In questa ottica si impara a difendersi, restando presenti a sé e muovendosi non per attaccare, ma solo quando davvero ce n’é bisogno, per difendersi o difendere.
LA DIFESA PERSONALE non è soltanto un DIRITTO, bensì è un DOVERE verso se stessi.
Prendere consapevolezza dei propri limiti, e reagire, imparando a difendersi, calma l’aggressività nella lotta continua che è la vita, rende più forti nello spirito, dunque persone migliori nella vita.

LA PAROLA FINALE NON CONOSCE IL TEMPO E SPETTA ALLA NATURA: LA MATURAZIONE DELL’INDIVIDUO SI RIVOLGE ALLA CONTEMPLAZIONE ED AL RISPETTO DELLA SUA BELLEZZA.

In una parola, i Rospi, solo Amore.
In einem Wort, die Frosche, nur die Liebe.

Dopo la mia visita alla Stahlakademie a Leipzig, Aprile 2016

Con Affetto,

Ilaria

Articolo di Ilaria D’Adamio.images