IL MERCATO DEGLI ARTIGIANI FA BRILLARE PIAZZA SS. ANNUNZIATA

VerdianiSabato 10 e domenica 11 maggio è il Mercatino degli Artigiani e degli Artisti di Strada dell’Associazione Culturale Manodopera, a colorare di vitalità Piazza SS. Annunziata.

Tra i restauri in corso del Museo degli Innocenti, le cristalline lunette in ceramica invetriata firmate Della Robbia, si apre il respiro della prospettiva rinascimentale di una delle piazze più importanti di Firenze, animata dalla laboriosità e l’inventiva dei tanti artigiani che espongono le loro opere.

E’ in questa disposizione architettonica equilibrata, data dalla simmetria delle vie di fuga che è possibile rintracciare il sapore di un’armonia da vivere.

Piazze e strade dovrebbero essere luogo di lavoro, di scambio, amicizia e di festa”, questo il pensiero che rappresenta al meglio l’Associazione Manodopera che riunisce al suo interno, i tanti artigiani che hanno fatto del loro lavoro manuale, la rappresentazione di un mondo, vissuto attraverso l’esperienza, colta in ogni istante di confronto vivo e spontaneo con le realtà open air, con cui condividono la loro storia.

La finezza della miniatura in terracotta di Lorena Berni, artista e Presidente dell’Associazione capace di declinare la decorazione, nella delicatezza dei toni del floreale, aprendo l’immaginario al fantastico nei gioielli e sulle suppellettili per la casa.

Massimo Verdiani, l’artigiano del tornio e della plasticità della forma, i cui pezzi unici rappresentano ognuno un pensiero filosofico sulla vita, colto in maniera ironica.

FISCHIO ERGO SUMӏ il titolo, dato alla sua collezione di fischietti anti-depressivi del mondo delle favole, esposti durante il mercatino.

La rivisitazione del celebre “Cogito, ergo sum” di Cartesio coglie, infatti, l’immediatezza di un gesto che ammicca al sorriso.
Oggi chi fischia più? Questo è il dramma, subito sciolto se, come ci fa capire l’autore, un fischio riesce a far fermare una persona per strada a riflettere
Nel pensare, il rendersi conto di quell’attimo di vita che sta trascorrendo.

Un mercatino ricco di mestieri, dunque, che rivisitano i materiali della tradizione toscana, come la pelle, la terracotta, il legno attraverso modelli interpretati con la capacità immaginativa, tipica di chi sa far seguire il lavoro delle mani alla libertà della mente.

Questo il messaggio trasmesso alle persone di passaggio, colto dal loro interesse nelle lavorazioni oltre che nell’estetica dei manufatti. S’innesca così quella magia, propria del teatro, in cui il rapporto diretto tra attore e pubblico si fa veicolo del rapporto umano, della fruizione dello spazio e del non lasciarsi scorrere addosso il tempo libero.
L’unica differenza con il palcoscenico è che in SS. Annunziata ognuno interpreta il ruolo di se stesso.

Con tale favore di pubblico e data la qualità della lavorazione degli oggetti, tutti fatti rigorosamente a mano, viene fatto di chiedersi perché ci si debba fermare a quel vecchio stereotipo per cui esiste una separazione qualitativa tra lavoro stanziale e non.

Quando c’é regolarità nelle tasse e soprattutto qualità, dovrebbe esser permessa con maggiore facilità, la programmazione del calendario dei mercatini e la pubblicità.

Quando la ricaduta benefica a livello sociale, nella vivibilità degli spazi cittadini è così positiva, potrebbe esser facilmente superata l’antica diatriba, sorta dall’art. 4 del Decreto Bersani del 1998 e fatta una valutazione di merito sull’appropriatezza di tali eventi, evitando di lasciare ai ritardi nelle decisioni su “che tipo di città si vuole costruire” e ai meri rilievi di forma, il verdetto finale.

Iniziative come il Mercatino degli Artigiani di SS.Annunziata dovrebbero essere sostenute col fine di trasmettere il valore del “come”, il modo di lavorare, cioè, che fece la Firenze delle Arti con i fatti, e non mediante le parole.

Fondamentale sarebbe intensificare i controlli, al fine che i prodotti esposti rispondano ai requisiti di artigianalità e di maestria laboratoriale, che niente hanno a che vedere con l’attività del rigattiere improvvisato che spaccia un oggetto acquistato altrove, per un proprio manufatto. Questo è un punto che sta a cuore a tutti quegli artigiani seri che amano il loro lavoro e che, partecipando in piazza, si accollano tutti i rischi, i costi del lavoro all’aperto e non solo “quelli del mestiere”.

L’appuntamento è, dunque, oggi e domani in piazza per rivivere SS. Annunziata, luogo simbolo dell’accoglienza dei bambini senza famiglia, a cui così spesso il lavoro artigiano ha permesso la costruzione di un futuro lavorativo.
SS. Annunziata, una delle piazze adatte al contagio costruttivo delle idee, uno dei teatri nascosti, più emozionanti di Firenze.

Coordinate: FI, ITALIA Lat.: 43.776418 | Lon.: 11.260839 Alt.: 49 metri