HANDICAP INFANTILE: GIOCO PARLO LEGGO SCRIVO

HANDICAP INFANTILE: GIOCO PARLO LEGGO SCRIVO

Prato- Gioco Parlo Leggo Scrivo , un’ associazione onlus, una realtà rivolta al SUPERAMENTO dell’HANDICAP INFANTILE, che utilizza
“Il Metodo creativo, stimolativo, riabilitativo della comunicazione orale e scritta con le strutture musicali” della Dott.ssa Sci Zora Drezancic 

 

L’analisi del profilo LINGUISTICO in età precoce (0-3 ANNI) costituisce uno strumento FONDAMENTALE per monitorare lo SVILUPPO COMPLESSIVO del BAMBINO.

Le abilità comunicative influenzano, infatti, in modo rilevante l’intera ORGANIZZAZIONE COGNITIVA, con importanti conseguenze sulla SFERA AFFETTIVA e RELAZIONALE.

Una ATIPIA o un RITARDO nell’ACQUISIZIONE delle COMPETENZE LINGUISTICHE possono rappresentare un RILEVATORE SENSIBILE di molteplici difficoltà del bambino ed allo stesso tempo una DISTORSIONE della COMUNICAZIONE che può avere ricadute sull’integrazione sociale e sulle competenze cognitive in età evolutiva.

Nei primi anni di vita sono frequenti le difficoltà in questo ambito che, spesso vedono un recupero spontaneo PRIMA dell’ETA’ SCOLARE, ma che in una percentuale contenuta, ma importante, evolvono in un DISTURBO SPECIFICO o risultano essere il PRIMO SINTOMO RICONOSCIBILE di un’altra CONDIZIONE CLINICA (per es. DISTURBO PERVASIVO dello SVILUPPO).

La PRECOCITA’ DELLA DIAGNOSI (identificazione della difficoltà) rappresenta la possibilità di mettere in campo AZIONI CONCRETE, volte a STIMOLARE e SOSTENERE le capacità del bambino, prima che insorgano ulteriori DISTURBI SPECIFICI.

I servizi educativi pre-scolari sono considerati uno dei CONTESTI PRIVILEGIATI, in cui realizzare programmi di prevenzione delle POSSIBILI DIFFICOLTA’ dei BAMBINI.
Il disporre di STRUMENTI EFFICACI per seguire l’andamento dello sviluppo linguistico e intervenire su potenziali situazioni di rischio rappresenta un obiettivo di PREVENZIONE IMPORTANTE.

Il Metodo Drezancic, creato per l’educazione linguistica di bambini con disabilità uditiva, viene attualmente applicato con NOTEVOLI RISULTATI nella RIABILITAZIONE di tutti quei BAMBINI che presentano una COMPROMISSIONE dello SVILUPPO LINGUISTICO e COGNITIVO, con diversa EZIOLOGIA.

I principi che guidano la Pedagogia Drezancic mirano ad attivare i primi processi mentali e le diverse FUNZIONI PSICHICHE, necessarie allo sviluppo del LINGUAGGIO e FUNZIONALI ad un’impostazione naturale della voce e delle prime acquisizioni linguistiche.

Il metodo copre l’intera fascia dell’età evolutiva mediante l’utilizzo di QUATTRO PROGRAMMI e 20 procedimenti pedagogici, cosiddetti “canali”, a supporto di tutte le categorie linguistiche, con particolare RISERBO a MOTIVAZIONE e ATTENZIONE SOSTENUTA.

Vengono così presentati gli STIMOLI SONORI con cui si attiveranno le VIE NEURALI, avviando quei processi necessari per un linguaggio orale, mettendo i bambini nella condizione di CREARE e MANTENERE i RICORDI A LIVELLO CENTRALE.

L’associazione Gioco, Parlo, Leggo, Scrivo mette in pratica tali metodologie riservando particolare attenzione al CICLO DI VITA FAMILIARE, di cui ogni fase (nascita, adolescenza, giovane adulto, coppia con figli in svincolo, coppia di nuovo senza figli…) presenta le sue particolari “criticità”, intese come “cambiamenti normativi” della famiglia, che si evolvono in maniere diverse a seconda che corrispondano alle aspettative più o meno condivise dai singoli membri, presenti nel loro vissuto storico e che trovano riscontro nell’eco-sistema sociale di riferimento.

Se a tali possibili difficoltà di “transizione evolutiva” della famiglia,
aggiungiamo una diagnosi di “figlio portatore di handicap”, essa può diventare un vero e proprio EVENTO DRAMMATICO, vissuto secondo i CANONI dell’IRRECUPERABILITA’ della MALATTIA e che, anche quando non è così, può agire da “profezia” che si auto-determina.

 

L’attività dell’Associazione offre così ai ragazzi  con problematiche legate all’udito ed alla parola, tecniche derivate dal noto approccio Drezancic, coinvolgendo la famiglia in un percorso non solo “di superamento dell’handicap” , ma di progressivo sviluppo delle tappe del ciclo di vita.

La Dott.ssa Letizia Di Pietro racconta l’incontro con il metodo Drezancic:
La mia attività è iniziata a Siracusa nel 1983. Nel maggio 1984 ho incontrato per la prima volta la Dott.ssa Sci. Zora Drezancic e sono rimasta affascinata dal suo lavoro coi bambini sordi. All’epoca ne aiutavo 4. Avevano sviluppato un linguaggio poco comprensibile ed avevano bisogno di un importante lavoro di correzione e stimolazione.

Un costante desiderio di aiutare questi bambini ed il fascino per la pedagogia, quella della Dott.ssa Di Pietro: –Mi hanno spinto a fare i primi passi per lo studio e l’applicazione della stessa. La mia crescente e instancabile passione è stata arricchita dall’arrivo di altri bambini di solo uno o due anni di età. Alcuni di loro hanno già conseguito la laurea. L’affetto specifico non si è mai spento. Quando mi venivano affidati i bambini che presentavano difficoltà di linguaggio, non legate alla sordità, avevo modo di constatare anche su di loro effetti benefici derivati dall’applicazione della Pedagogia della Drezancic. Nel 1997 la mia attività professionale è continuata a Roma (in collaborazione con l’Associazione Drezancic ARMEL Due) e a Prato (con l’Associazione Gioco Parlo Leggo Scrivo). Oltre al lavoro coi bambini ho cominciato ad occuparmi della formazione di logopediste ed insegnanti
( Nido, Scuola Primaria e Secondaria di 1°) e genitori.
Nell’A.A. 2000/01 ho iniziato una collaborazione con l’Università degli Studi di Roma  “La Sapienza” per l’insegnamento della Pedagogia DREZANCIC ALLE ALIEVE del Corso di Laurea di 1°Livello in Logopedia. Nel 2001/2002 ho conseguito la conversione del mio titolo di studi in Laurea di 1°Livello in Logopedia con una tesi su “Abilità, disabilità e riabilitazione: problematiche etiche.

Alle competenze logopediche si affiancano, dunque, quelle psicologiche, per indirizzare le capacità dei singoli attraverso un percorso di progetto comune di crescita, sviluppo, autonomia.

Non si tratta di un obiettivo semplice, perché trascende l’intervento strettamente tecnico, il cui successo non garantisce però risultati pienamente soddisfacenti sul piano del carattere individuale e dei rapporti familiari: se non si mantiene coraggiosamente condivisa la tensione verso un progresso che implica sempre sfide agli equilibri volta a volta raggiunti, individui e famiglie potranno trovarsi in difficoltà ad affrontare le tappe di un ciclo vitale complicato dalla presenza dell’handicap.- così commenta la Prof.ssa Erica Eisenberg (psicologa, psicoterapeuta, prof.ssa a contratto di Psicoterapia Relazionale Sistemica dell’Università di Siena e docente della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia C.S.A.P.R. di Prato) chiamata a spiegare l’attività dell’associazione ed aggiungendo, poi:
Ho sempre ammirato e sostenuto l’attività dei soci, del personale e delle famiglie che fanno capo all’associazione per lo spirito di partecipazione e solidarietà che consente loro di affrontare e superare non solo le conseguenze dell’handicap, ma anche quelle familiari, aiutandosi così alla COSTRUZIONE DI UN FUTURO comune nella massima POSSIBILE AUTONOMIA di ciascuno.

Concludiamo infine con le parole che la Prof.ssa Drezancic ripeteva spesso ai genitori dei bambini:

Per prima cosa dovete amare i vostri figli. Dovete spesso rassicurarli e coccolarli, in modo che loro si sentano amati. Il bambino sordo può essere salvato vivendo nella famiglia, usufruendo della legge d’integrazione scolastica, attuando una stretta collaborazione con gli specialisti

L’associazione G.P.L.S., nata a Prato nell’aprile del 1997 è in diretto contatto e collabora con l’ARMEL, Amici ritmi musicali e linguistici , la prima associazione italiana fondata a Roma nel 1985, per dare seguito all’insegnamento del metodo della Drezancic.

I casi da loro seguiti sono in costante aumento e provengono dalle province di Prato, Pistoia, Firenze, Lucca, Arezzo e Siena per travalicare i confini regionali nel 2007 includendo le province di Bologna e Reggio Emilia.

G.P.L.S. è composta oggi dai seguenti collaboratori:
Federico Di Giovanni
Donatella Notarangelo
Laura Pecchioli
Martina Saetta
Francesco Stefani
Chiara Vinattieri